La tua Anima non può esimersi dal condividere i tesori riscoperti durante il Cammino: gratuitamente ha ricevuto, gratuitamente deve dare. Ma se il tuo Gemello Interiore ti ha rivelato nella Stanza Segreta -quel Cuore palpitante che è Tipheret-, i passi operativi della Scienza Sacra, allora serra le labbra e se si rendesse necessario per difendere l'Insegnamento, taglia anche la lingua.
Siracide al capitolo 27 introduce nel versetto 17 il concetto di fedeltà al nostro Amico Intimo, un patto di fedeltà sigillato dal nostro stesso Silenzio, così è infatti Scritto: "Ama l’Amico e sii a lui fedele, ma se hai svelato i suoi segreti, non corrergli dietro, perché, come chi ha perduto uno che è morto, così tu hai perduto l’amicizia del tuo prossimo". Queste parole pesano come un macigno, hanno il sapore amaro dell'irrevocabilità, sentenza incontestabile allorché non si è saputo custodire gelosamente un dono prezioso.
Continuano i versetti successivi: "Come un uccello che ti sei fatto scappare di mano, così hai lasciato andare il tuo Amico e non lo riprenderai. Non inseguirlo, perché ormai è lontano, è fuggito come una gazzella dal laccio". L'Amico Interiore viene qui paragonato ad un Uccello e ad una Gazzella. E' l'Uccello divino della Shekinah, Colomba di Rivelazione e dispensatrice di Grazia, che scappa dalle mani del Soffiatore. Ed è la Gazzella Ermetica che fugge dal laccio dell'Intuizione di quelli che hanno la bocca larga.
Se uno non sa starsene zitto allora sarebbe meglio per lui pregare di non ricevere istruzione alcuna dal proprio Gemello ed Amico Interiore, finirebbe certamente per SVeLaRe e quindi per SViLiRe le sue perle sapienziali, con l'unico risultato di essere definitivamente abbandonato: "Perché si può fasciare una ferita e un’ingiuria si può riparare, ma chi ha svelato segreti non ha più speranza", vigiliamo perché Lex ignorantiam negat.
Siracide al capitolo 27 introduce nel versetto 17 il concetto di fedeltà al nostro Amico Intimo, un patto di fedeltà sigillato dal nostro stesso Silenzio, così è infatti Scritto: "Ama l’Amico e sii a lui fedele, ma se hai svelato i suoi segreti, non corrergli dietro, perché, come chi ha perduto uno che è morto, così tu hai perduto l’amicizia del tuo prossimo". Queste parole pesano come un macigno, hanno il sapore amaro dell'irrevocabilità, sentenza incontestabile allorché non si è saputo custodire gelosamente un dono prezioso.
Continuano i versetti successivi: "Come un uccello che ti sei fatto scappare di mano, così hai lasciato andare il tuo Amico e non lo riprenderai. Non inseguirlo, perché ormai è lontano, è fuggito come una gazzella dal laccio". L'Amico Interiore viene qui paragonato ad un Uccello e ad una Gazzella. E' l'Uccello divino della Shekinah, Colomba di Rivelazione e dispensatrice di Grazia, che scappa dalle mani del Soffiatore. Ed è la Gazzella Ermetica che fugge dal laccio dell'Intuizione di quelli che hanno la bocca larga.
Se uno non sa starsene zitto allora sarebbe meglio per lui pregare di non ricevere istruzione alcuna dal proprio Gemello ed Amico Interiore, finirebbe certamente per SVeLaRe e quindi per SViLiRe le sue perle sapienziali, con l'unico risultato di essere definitivamente abbandonato: "Perché si può fasciare una ferita e un’ingiuria si può riparare, ma chi ha svelato segreti non ha più speranza", vigiliamo perché Lex ignorantiam negat.





